Domenica 22 ottobre referendum per l’autonomia della Lombardia: 7 informazioni utili

Domenica 22 ottobre referendum per l’autonomia della Lombardia: 7 informazioni utili

Data evento: 22 ott 2017

Domenica 22 ottobre gli elettori lombardi sono chiamati alle urne per esprimersi sul cosiddetto "referendum per l'autonomia". Ecco 7 informazioni da cooscere:

1. Che cos’è il referendum per l’autonomia della Lombardia?
E' una consultazione prevista dallo Statuto della Regione. Serve per chiedere ai cittadini lombardi se sono d’accordo che la Regione Lombardia intraprenda le iniziative contenute nella Costituzione italiana per ottenere - nel quadro dell’unità nazionale - “ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con le relative risorse”.

2. Perché un referendum?
Con il referendum Regione Lombardia intende portare a compimento un percorso istituzionale per trovare maggiori spazi di autonomia, nell’ambito di quanto previsto dalla Costituzione e dalla riforma del suo Titolo V.

3. Cosa succede se vince il “SI’”?
La Regione avvierà una trattativa con lo Stato per ottenere più competenze e risorse. Il tema chiave è il cosiddetto RESIDUO FISCALE, cioè la differenza tra le tasse pagate allo Stato e quanto lo Stato restituisce sul territorio sotto forma di trasferimenti diretti o beni e servizi. Il RESIDUO FISCALE della Lombardia ammonta a 54 miliardi di euro l’anno. E' il più alto tra tutte le Regioni d’Italia. Con l’esito positivo del referendum la Regione si propone di trattenere almeno la metà del RESIDUO FISCALE (vale a dire 27 miliardi) per finanziare le nuove competenze oggetto di trattativa con il Governo. Attualmente il bilancio della Regione è di 23 miliardi di euro. 
Le competenze che possono essere richieste sono quelle previste dall’art. 117 della Costituzione:

  • istruzione;
  • tutela e sicurezza del lavoro;
  • previdenza complementare e integrativa;
  • ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all’innovazione per i settori produttivi;
  • tutela della salute;
  • tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali;
  • coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario;
  • protezione civile;
  • governo del territorio;
  • porti e aeroporti civili;
  • rapporti internazionali e con l’Unione europea delle Regioni.

Con un voto favorevole all’autonomia, sarà più semplice un’intesa con il Governo con la successiva presentazione di un disegno di legge al Parlamento che ratifichi con una legge rinforzata l’intesa raggiunta.

4. Cosa succede se vince il “NO”?
Se vince il no, secondo i promotori del referendum, sarà più difficile un’altra negoziazione con lo Stato, tenendo conto che Regione Lombardia già in passato ha avviato più volte la procedura di richiesta di maggiore autonomia senza ottenere positivo riscontro.

5. Quando e dove si vota?
Possono votare tutti i cittadini italiani residenti in Lombardia iscritti nelle liste elettorali. Le operazioni di voto avranno inizio alle ore 7 di domenica 22 ottobre e termineranno alle ore 23 dello stesso giorno.
Per votare occorre recarsi presso il seggio indicato sulla propria tessera elettorale, con un documento d’identità valido. Non è però necessario portare la tessera elettorale per votare: non verrà infatti timbrata la scheda. La tessera servirà solo per l’indicazione del seggio. Gli elettori sprovvisti della tessera elettorale possono rivolgersi agli uffici del Comune di residenza per conoscere l’ubicazione del proprio seggio.

6. Come si vota?
Per la prima volta in Italia si utilizza il voto elettronico. Invece della solita scheda di carta l’elettore voterà toccando lo schermo del tablet che troverà all’interno della tradizionale cabina elettorale.
Basterà toccare il tasto (SI' - NO - SCHEDA BIANCA).

7. Nel quesito del referendum è specificato “nel quadro dell’unità nazionale”. Che cosa significa?
A differenza di quanto avvenuto in Catalogna, Regione Lombardia si muoverà nel pieno rispetto della Costituzione, che permette alle Regioni a statuto ordinario come la Lombardia di ottenere un’autonomia “differenziata” rispetto alle altre, ma sempre all’interno del quadro dell’unità nazionale.