Distributori di carburanti: crollo dei consumi, tasse, furti alle pompe e nuovi obblighi mettono in ginocchio il comparto

enos righiUn bilancio negativo quello di Enos Righi (nella foto) presidente di Figisc-Confcommercio Mantova, la categoria che rappresenta i gestori di distributori di carburanti. “La categoria è allo stremo – dichiara il presidente – nel 2013 il calo delle vendite è stato molto pesante”. I dati gli danno ragione: secondo il Ministero dello Sviluppo economico a dicembre 2013 la flessione dei consumi petroliferi si è attestata a -3,4% rispetto allo stesso mese del 2012, mentre dal 2006 al 2013, sempre su scala nazionale, il calo è stato di 20 milioni di tonnellate di erogato in meno, pari al -25%. “Il crollo dei consumi di carburanti è il risultati di più fattori, ovviamente tutti legati all’attuale congiuntura economica: si vendono meno autovetture e le persone rinunciano, quando possono, ad utilizzare l’auto, riducendo le gite fuori porta o le vacanze e optando magari per i mezzi pubblici. Fenomeni come il car sharing o il car pooling, ancora molto limitati nella nostra provincia, ne sono una dimostrazione. Certo è che la tendenza delle persone ad utilizzare l’auto privata a turnazione, per risparmiare, sono esempi della situazione contingente. Oltre a ciò – continua Righi – siamo pressati da continui obblighi, l’ultimo, in vigore da settembre, è quello di comunicare settimanalmente per via telematica i prezzi praticati al Ministero dello Sviluppo economico, per la relativa pubblicazione sul sito del ministero. Un obbligo che ci ha ulteriormente penalizzati, perché la comunicazione dei prezzi ricade totalmente sul gestore. Inoltre – continua il presidente di Figisc – si è presentato questo provvedimento come un’iniziativa di sostegno alla trasparenza nel mercato, indicando il gestore come unico responsabile dell’eventuale caro carburante, ma ricordo che il margine del gestore è in media 3 centesimi a litro”.
Su ogni litro di carburante venduto – spiega Righi – il gestore guadagna infatti circa 3 centesimi, meno del 2% del prezzo al pubblico; il 55% del costo è rappresentato dalle accise (il prossimo aumento è previsto dal 1° marzo) e dall’iva, il 38% dal costo del carburante e il 5% restante dal costo delle compagnie, dalle campagne sconti ecc.” Inoltre per i gestori dal 1° marzo scatterà l’aumento del canone mensile per l’utilizzo del pos.
E non manca il problema sicurezza: furti, scassi, rapine e qualsivoglia altro tipo di effrazione negli impianti stradali sono all’ordine del giorno. “Ormai nessun gestore lascia un centesimo nelle casse dell’impianto, eppure continuano questi odiosi reati che danneggiano le attrezzature e gli stabili, con gravi danni economici per i gestori. Il Consiglio regionale, il 7 novembre 2011, aveva approvato una risoluzione con la quale invitava la Giunta a rendere obbligatoria, entro l’arco di un biennio, l’installazione di impianti di videosorveglianza a circuito chiuso, a carico però delle compagnie, presso tutti gli impianti di distribuzione dei carburanti in attività in Lombardia. Il gestore, infatti, non è il proprietario dell’impianto, ma lo gestisce in comodato d’uso. Inoltre, dato l’elevato costo dell’attrezzatura necessaria un gestore non è nelle condizioni di sostenere tale spesa. Ad oggi la risoluzione del Consiglio Regionale non è ancora stata trasformata in un provvedimento legislativo, nonostante la scadenza fosse novembre 2013”. “Molte aziende stanno chiudendo – conclude il rappresentante dei gestori di impianti stradali – ormai non ce la fanno più a sostenere i costi e i margini sono ridotti all’osso. Il gioco non vale la candela”.