FederModa-Confcommercio: contraffazione criminale, oscurato sito web pirata

FederModa-Confcommercio: contraffazione criminale, oscurato sito web pirata

Ancora un caso di pirateria commerciale via web: la Guardia di Finanza ha infatti recentemente  oscurato una pagina facebook che vendeva prodotti contraffatti a basso prezzo ingannando i clienti.

E proprio in occasione del Consiglio Nazionale di Federazione Moda Italia, l'organizzazione che raggruppa il maggior numero di esercizi al dettaglio, su segnalazione del rappresentante di FederModa Novara, Andrea Ferri, è stato denunciato un caso di contraffazione che poteva ingannare i consumatori attratti dalla moda a basso prezzo.

Una pagina Facebook, infatti, presentava on line una vetrina di prodotti, apparentemente di noti brand, rimandando per i prezzi e gli acquisti ad una trattativa via chat. In pratica la pagina facebook presentava la "collezione" e via chat venivano perfezionate le vendite ai malcapitati clienti, cui venivano inviati messaggi con i prezzi del prodotto con addirittura le varianti "in pelle originale".

Pronta la risposta di Federazione Moda Italia che, grazie alla presenza del vice presidente Gianni Gravante, che siede al Tavolo di lavoro della Direzione Nazionale Lotta alla Contraffazione del MISE e consulente nella Commissione Parlamentare di inchiesta sui fenomeni della Contraffazione e della Pirateria in campo commerciale alla  Camera dei Deputati, ha segnalato subito la situazione illegale agli organi competenti.

I risultati non si sono fatti attendere perché sono partite le indagini e la pagina facebook è stata rapidamente oscurata. Per il presidente di Federazione Moda Italia, Renato Borghi: "Esprimo tutta la mia più grande soddisfazione per il pronto intervento della Guardia di Finanza alla nostra segnalazione. La contraffazione è un fenomeno criminale che non solo non conosce la crisi, ma addirittura cresce con la globalizzazione. È un crimine per la società perché non aiuta l'occupazione, non rispetta elementari leggi sul lavoro, la previdenza e la salute; un danno per lo stato perché le vendite in "nero" valgono circa 5 miliardi di euro di mancate entrate ed un furto per le imprese che lavorano nel rispetto della legge. Da questa esperienza poi mi sento di ribadire l'importanza di un appello lanciato qualche anno fa: denunciate quando venite a conoscenza di questi fenomeni”.