Legalità, mi piace: le imprese chiedono più controlli di polizia e la certezza della pena

Legalità, mi piace: le imprese chiedono più controlli di polizia e la certezza della pena

Un plauso alle forze dell’ordine e alla sinergia con le istituzioni, ma anche la crescente percezione di insicurezza degli imprenditori e la richiesta di maggiori controlli sul territorio: è quanto emerso questa mattina durante la tavola rotonda con Prefetto e Questore promossa da Confcommercio Mantova in occasione della mobilitazione nazionale “Legalità, mi piace” promossa dall’Associazione.
L’appuntamento, svoltosi presso la Sala delle Lune e dei Nodi in Camera di Commercio, si è aperto con il collegamento da Roma, dove il Presidente nazionale Carlo Sangalli ha illustrato i risultati della ricerca condotta sulle imprese di tutta Italia, Mantova inclusa, per analizzare come sono cambiati i fenomeni criminali con la crisi e rilevare la percezione di insicurezza degli imprenditori, acuitasi dal 2008 ad oggi.

“Gli effetti della crisi continuano a colpire duramente le imprese del commercio, del turismo, dei servizi e dei trasporti – ha sottolineato il Presidente di Confcommercio Mantova Ercole Montanari -. A ciò si aggiunge una percezione sempre più diffusa di insicurezza che va a rendere ancora più pesante la quotidianità dei nostri imprenditori. Ormai nemmeno Mantova si può più considerare un’isola felice: lo testimoniano i numerosi episodi che accadono con sempre maggiore frequenza sia in provincia che nel capoluogo. Rapine, ma anche furti messi a segno perfino in pieno centro, oltre a episodi di risse e aggressioni che si concentrano in determinate aree, come piazza Cavallotti, la stazione ferroviaria, ma anche in alcuni quartieri della città.
Alcune categorie sono più esposte di altre al rischio di rapine, furti, aggressioni o minacce da parte di malviventi o semplicemente persone moleste: basti pensare a tabaccai, benzinai, ma anche locali e pubblici esercizi. Dunque fare impresa è ogni giorno più difficile, anche per colpa della criminalità”.
IMG_1369Le testimonianze non mancano anche tra gli associati di Confcommercio Mantova. “Ho subito ben tre rapine a mano armata, ma anche i miei colleghi ormai hanno paura ogni volta che un’auto entra nel distributore – ha ricordato Enos Righi, presidente di Figisc Confcommercio Mantova, sigla che rappresenta i gestori di impianti di servizio -. Su un pieno di 50 euro noi ne guadagniamo appena uno, e per difenderlo rischiamo la vita: il resto va alle compagnie petrolifere e allo Stato, sotto forma di accise. Per questo chiediamo più attenzione e maggiori controlli, soprattutto al momento della chiusura e del ritiro dell’incasso, che facciano da deterrente per i criminali”.

Una prima risposta potrebbe arrivare molto presto: il Questore Giuseppe Reccia ha annunciato proprio questa mattina un’intensificazione dei controlli sul territorio già durante il periodo natalizio, invitando con decisione gli imprenditori a segnalare alla Polizia qualunque situazione sospetta o anomala. “I commercianti – ha detto – devono sapere di essere tutelati, senza temere ladri o rapinatori ogni volta che aprono la serranda”.Il Questore ha anche sottolineato l’importanza della collaborazione di tutti i soggetti, forze dell’ordine, associazioni di categoria e singoli imprenditori: “Il concetto di legalità non resterà uno slogan solo se sapremo lavorare a una cultura condivisa, una sicurezza partecipata che passi attraverso la collaborazione di tutti. Nessuno deve considerarsi semplice destinatario delle misure di sicurezza, bensì protagonista. Ricordando però che tutti i nostri sforzi risulteranno vani senza un intervento del legislatore che garantisca la certezza della pena”.

Anche il Prefetto Carla Cincarilli ha evidenziato l’importanza della collaborazione tra associazioni di categoria, istituzioni e forze dell’ordine. “L’abusivismo è stato oggetto di diversi incontri del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica – ha ricordato il Prefetto – e i risultati sono arrivati, come ha dimostrato l’azione della Guardia di Finanza che ha portato a diversi accertamenti e sequestri di materiale contraffatto. La nostra azione dunque prosegue con decisione nel campo dell’abusivismo commerciale e attraverso la collaborazione di tutti gli attori, a partire dalle associazioni di categoria, requisito indispensabile per riuscire ad ottenere risultati concreti”.

Il vicesindaco di Mantova Espedito Rose, oltre a ricordare l’impegno svolto dalla Polizia Locale e i cospicui investimenti dell’Amministrazione Comunale per dotare la città di nuove telecamere, ha invece ribadito la funzione di presidio e controllo del territorio svolta dalle attività commerciali, sottolineata dal Presidente Montanari. “Le chiusure dei negozi – ha ricordato Rose – portano con sé conseguenze negative sul piano della sicurezza. Senza di loro sia il centro storico che i quartieri sono indubbiamente meno sicuri”.

L’appuntamento si è concluso con la presentazione di un servizio proposto da Confcommercio Mantova in tema di sicurezza: un sistema di video-allarme antirapina direttamente collegato con la Questura e il Comando provinciale dei Carabinieri. Il servizio, convenzionato con Confcommercio Mantova, rientra nel protocollo sottoscritto a livello nazionale da Confcommercio e Ministero dell’Interno e recepito a livello locale da un accordo tra Confcommercio Mantova e Prefettura. E alle già interessanti condizioni garantite dalla convenzione con l’Associazione si aggiunge anche la possibilità di ottenere un contributo da parte di Regione Lombardia, che a breve pubblicherà un bando da 2,4 milioni di euro per la sicurezza delle imprese commerciali con contributi del 50% a fondo perduto. Tutte le info sul sito www.confcommerciomantova.it.

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Indagine Confcommercio – Gfk Eurisko sui fenomeni criminali: I risultati relativi alla regione Lombardia

Scarica le slide: Lombardia – Indagine Confcommercio-Eurisko su fenomeni criminali

Un imprenditore su 2 (il 50%) ha confessato di ritenere che il livello di sicurezza per la propria attività sia peggiorato: è un dato leggermente superiore alla media nazionale, che si ferma al 47%.
Quanto alla tipologia dei crimini percepiti in aumento, al primo posto ci sono i furti con il 72% in più, seguiti da abusivismo (+55%), contraffazione (+53%), rapine (+52%), usura (+28%), tangenti negli appalti (+31%) ed estorsione (+21%). Si tratta una lettura in linea con la media nazionale, con un leggero peggioramento per i furti.
Quanto al fenomeno dell’estorsione e delle minacce a fine estorsivo, il 13% degli imprenditori dichiara di averla subita o di conoscere persone a cui è capitato. Il dato è inferiore a quello nazionale, che si colloca al 15%.
Passando alle minacce e alle intimidazioni, solo nel 30% dei casi si tratta di criminali comuni, mentre nel 22% si tratta di criminalità organizzata. Il 52% degli intervistati però non ha saputo dire da chi provenissero.
La natura delle minacce è nel 52% dei casi di natura psicologica e viene esercitata sia tramite telefonate che con visite presso le attività. Nel 35% dei casi le intimidazioni si sono tradotte in danneggiamenti alle cose e nell’8% in violenza alle persone. Anche qui le risposte sono in linea con la media nazionale.
Quanto alle reazioni degli imprenditori, il 62% dichiara di aver respinto le richieste estorsive, il 16% di aver accettato: si tratta di un numero decisamente più basso rispetto al resto d’italia, che ammette di aver pagato nel 27% dei casi. Occorre sottolineare però che il 22% non ha risposto alla domanda, contro il 13% della media nazionale.
Quanto alle contromisure, il 49% degli intervistati ha dichiarato di aver preso almeno un’iniziativa per difendersi: il 36% ha installato telecamere o impianti d’allarme, il 22% ha stipulato un’assicurazione, l’11% un servizio di vigilanza privata, il 10% una vetrina corazzata, il 7% ha denunciato il fatto alla polizia, il 6% all’associazione di categoria e il 5% ha avvisato informalmente le forze dell’ordine.
Parlando dell’efficacia delle iniziative da intraprendere, il 65% degli imprenditori chiede maggiore protezione sul territorio da parte delle forze dell’ordine, il 62% la certezza della pena, il 26% una maggior collaborazione sempre con le forze dell’ordine e il 22% maggiori interventi della polizia locale o dei poliziotti di quartiere. Il 15% chiede un maggiore coinvolgimento delle associazioni di categoria e il 4% delle associazioni antiracket.
Infine il taccheggio, subìto dal 55% degli imprenditori, in linea con la media nazionale.
In conclusione, descrivendo le problematiche del territorio, per gli imprenditori lombardi in cima troviamo i negozi sfitti con il 46% di incidenza, seguiti dalla presenza di venditori abusivi, nomadi, tossicodipendenti, spacciatori di droga, prostituzione, case occupate abusivamente, baby gang e risse tra bande. Nel complesso, l’81% degli imprenditori rileva che almeno uno di questi fenomeni è presente nel territorio.