Locazioni brevi, Federalberghi: "con la manovrina un passo avanti per la bonifica del mercato"

Locazioni brevi, Federalberghi: "con la manovrina un passo avanti per la bonifica del mercato"

“La definizione di una norma che mette ordine nella disciplina fiscale delle locazioni brevi costituisce un positivo passo avanti verso la bonifica di un mercato che è inquinato dagli abusivi e dalla concorrenza sleale”. È questo il commento del presidente di Federalberghi-Confcommercio Mantova, Gianluca Bianchi, alla recente approvazione dell'articolo 4 della manovrina che impone ai portali di prenotazione di riscuotere alla fonte una trattenuta del 21% su ogni contratto stipulato da soggetti non imprenditori.

Entro novanta giorni un decreto ministeriale dovrà definire criteri oggettivi per distinguere le attività imprenditoriali da quelle non imprenditoriali. “Anche questo aspetto è positivo e ci auguriamo che il decreto tragga spunto dalle buone prassi adottate all'estero, per individuare chi effettivamente svolge l'attività in via continuativa”.

Nei mesi scorsi Federalberghi in collaborazione con Incipit Consulting hanno effettuato un accurato censimento degli alloggi messi in vendita sui principali portali e l’indagine restituisce uno spaccato anche del nostro territorio: ad aprile di quest’anno, nella settimana di Pasqua, in provincia di Mantova risultavano disponibili su Airbnb (la più famosa community che permette di affittare porzioni di case o interi alloggi) 357 alloggi, di cui 167 riferiti ad interi appartamenti (46,77%), 279 (78,15%) disponibili per più di 6 mesi e 216 gestiti da host che mettono in vendita più di un alloggio.

“Dobbiamo sfatare 4 grandi miti sulla cosiddetta sharing economy” dichiara Bianchi “innanzitutto non è vero che si condivide l’esperienza con il titolare perché la maggior parte degli annunci pubblicati su Airbnb si riferisce all’affitto di interi appartamenti, in cui non abita nessuno; non è nemmeno veritiero che si tratta di attività occasionali: la maggior parte delle inserzioni si riferisce ad appartamenti disponibili per oltre sei mesi all’anno; è falso anche sostenere che si tratta di forme integrative del reddito: sono attività economiche a tutti gli effetti, che molto spesso fanno capo ad inserzionisti che gestiscono più alloggi; infine - conclude il presidente degli albergatori – è falso affermare che le nuove formule compensano la mancanza di offerta: gli alloggi presenti su Airbnb sono concentrati soprattutto nelle grandi città e nelle principali località turistiche, dove è maggiore la presenza di esercizi ufficiali. Ne consegue che il consumatore è ingannato due volte: viene tradita la promessa di vivere un’esperienza autentica e vengono eluse le norme poste a tutela del cliente, dei lavoratori, della collettività, del mercato”.

Grande è il danno provocato dal sommerso nel turismo alle imprese che operano secondo le regole: “vengono danneggiate tanto le imprese turistiche tradizionali quanto coloro che gestiscono in modo corretto le nuove forme di accoglienza: entrambe le categorie sono esasperate dal dilagare della concorrenza sleale che inquina il mercato”. “Federalberghi è costantemente impegnata per garantire la tutela degli ospiti, dei vicini di casa, dei lavoratori e soprattutto della sicurezza pubblica, per evitare che le locazioni brevi offrano un comodo rifugio a chi vuole sfuggire ai controlli delle forze dell'ordine”.