Sacchetti per alimenti, Fida-Confcommercio: "La soluzione prospettata dal ministero è totalmente inapplicabile. Occorre trovare una soluzione realmente percorribile"

Sacchetti per alimenti, Fida-Confcommercio: "La soluzione prospettata dal ministero è totalmente inapplicabile. Occorre trovare una soluzione realmente percorribile"

Fida-Confcommercio Mantova, la sigla che rappresenta i dettaglianti alimentari (sia il piccolo dettaglio tradizionale che la grande distribuzione organizzata) è fortemente contraria a quanto previsto dalla recente circolare del Ministero della Salute che dà ai consumatori la possibilità di portare da casa shopper biocompostabili per l’asporto di alimenti.

“La soluzione prospettata – dichiarano gli operatori - è totalmente distaccata dalla realtà e non tiene minimamente conto delle dinamiche che avvengono all’interno di un esercizio commerciale.

Risulta quindi molto difficile la sua applicazione, per una serie di motivi. Primo: i sacchetti biocompostabili utilizzati dagli esercizi commerciali sono ceduti ai consumatori sottocosto nella quasi totalità dei casi. Non si capisce quindi dove sarebbe la convenienza dei consumatori, visto che la circolare stessa impone le stesse caratteristiche ai sacchetti portati da casa. Secondo: la stragrande maggioranza dei negozi della media e grande distribuzione ha reparti ortofrutta self service; pertanto non c’è un operatore che potrebbe farsi carico di verificare l’idoneità dei sacchetti. Terzo: anche nel caso in cui i sacchetti fossero idonei, bisognerebbe contraddistinguerli con un simbolo o un’etichetta; diversamente i cassieri, che mai sono le stesse persone che operano nel reparto ortofrutta, non saprebbero come fare a riconoscere i sacchetti portati da casa. Quarto: nelle bilance è stato preimpostato il costo del sacchetto, per cui occorrerebbe stornare manualmente in cassa ogni sacchetto, sempre che si sia risolto il problema di riconoscerli. Quinto: c’è il problema della tara, che è rinviato ad un altro Ministero, ma che non è risolvibile, perché, come detto prima, i reparti sono ormai quasi tutti a libero servizio, pertanto è improponibile dover mettere un addetto per assolvere a questo compito”.

Ora la Federazione chiede al Ministero una soluzione che sia realmente percorribile e che metta fine a questa odissea.