Federalberghi chiede maggiori controlli per combattere il sommerso nel turismo

Federalberghi chiede maggiori controlli per combattere il sommerso nel turismo

Anche gli albergatori di Confcommercio Mantova si uniscono alla preoccupazione espressa a livello nazionale da Federalberghi sul proliferare del sommerso nel turismo.

“Il fenomeno sta dilagando e alimenta l’evasione fiscale, il lavoro in nero e la concorrenza sleale, e di certo non favorisce la sicurezza sociale” afferma il Presidente di Federalberghi Mantova Gianluca Bianchi.

L’esempio più eclatante è costituito dal portale Airbnb, che ad ottobre mette in vendita in Italia 176.870 strutture (nel 2009 erano 234), più del totale delle strutture extra alberghiere ufficialmente autorizzate (oggi sono 117.749). In Lombardia il numero di alloggi affittati su Airbnb arriva a 21.990, il 12% circa del totale nazionale e al terzo posto in Italia dopo Toscana (26.681) e Lazio (24.355) per totale di alloggi messi a disposizione dalle singole regioni.

“Anche se ovviamente la nostra provincia non evidenzia i numeri di città come Roma, Milano, Firenze, Venezia – commenta Bianchi – registriamo anche da noi il fenomeno di locazioni di strutture private a fini turistici. Il problema è che la legge impone al gestore di risiedere all’interno dei bed and breakfast, mentre la maggioranza degli annunci su Airbnb è riferita all’affitto dell’intera proprietà (72,5% dei casi) ed è pubblicata da inserzionisti che gestiscono più di un alloggio (57%)”.

“C’è un chiaro problema di evasione fiscale e di concorrenza sleale, che danneggia le imprese turistiche tradizionali ma anche coloro che gestiscono in modo corretto le nuove forme di accoglienza” - continua Bianchi - Da tempo Federalberghi richiama l’attenzione delle istituzioni sui rischi indotti dalla proliferazione indiscriminata di attività di accoglienza che mascherate sotto la definizione di sharing economy hanno generato un mercato parallelo che si sottrae a qualunque obbligo, a partire da quelli basilari in materia di sicurezza. Chiediamo agli organi competenti di intensificare i controlli al fine di azzerare l’illegalità in uno dei settori più importanti per l’economia del Paese. Non mancheremo di collaborare con le autorità anche facendo segnalazioni”.

E proprio in questi giorni il Ministero dell’Interno ha chiarito che l’obbligo di identificazione e comunicazione degli alloggiati previsto per le strutture ricettive riguarda anche privati che affittano immobili o stanze per periodo brevi. “Questo adempimento (che prevede l’obbligo di trasmettere alle questure le generalità delle persone alloggiate entro le 24 ore successive dal loro arrivo, tramite un apposito portale, e che punisce l’inosservanza con l’arreso fino a 3 mesi o con l’ammenda fino a 206 euro) risulta particolarmente utile e di strettissima attualità” – conclude Bianchi.

 

Foto: Gazzetta di Mantova