Imposta di soggiorno. Gli operatori turistici guardano a Verona e chiedono tariffe contenute per non penalizzare i flussi turistici

Imposta di soggiorno. Gli operatori turistici guardano a Verona e chiedono tariffe contenute per non penalizzare i flussi turistici

In vista del secondo incontro con l’Amministrazione comunale di Mantova sul tema dell’imposta di soggiorno, in programma  giovedì 26 ottobre, Confcommercio anticipa le richieste inviate al Comune che saranno discusse dopodomani in via Roma.

“Si tratta di osservazioni e proposte condivise da tutti gli operatori della filiera turistica, quindi non solo albergatori ma anche titolari di bed and breakfast, cav, case e appartamenti per vacanze, foresterie – spiega il direttore di Confcommercio Mantova Nicola Dal Dosso - Nelle scorse settimane, infatti, le nostre due sigle che rappresentano il comparto, ovvero Federalberghi e l’Associazione B&B e Strutture extra-alberghiere, hanno avviato un confronto tra i propri iscritti e organizzato un incontro congiunto aperto anche ai non associati, per presentare la novità della nuova imposta, che sarà introdotta, per volere del Comune, tra poco più di due mesi, ovvero a partire dal 1° gennaio 2018, e raccogliere pareri e istanze”. “Il risultato di questo percorso di confronto è un documento che raccoglie e sintetizza i desiderata della filiera turistica – conclude Dal Dosso – che è stato inviato lo scorso 29 settembre all’Amministrazione, con la richiesta di poter approfondire i contenuti in un successivo incontro”.

“Tutti gli interessati – si legge nel documento - concordano sulla necessità che la nuova imposizione fiscale non debba in alcun modo penalizzare i flussi turistici in entrata, che, dopo anni di flessione, fanno registrare finalmente numeri positivi, in particolar modo dopo il riconoscimento di Mantova a Capitale Italiana della Cultura 2016, di cui si sentono ancora i benefici”. Un altro obiettivo comune è quello di “arrivare ad un’applicazione del nuovo tributo quanto più possibile equa e semplice, che vada a gravare il meno possibile sull’organizzazione interna delle strutture ricettive, e che, al contempo, faciliti l’attività di accertamento e controllo da parte degli organi di competenza”.

Ma veniamo alle richieste: “Abbiamo deciso di prendere a metro di paragone Verona, e ne abbiamo studiato il regolamento dell’imposta di soggiorno – dichiara il presidente di Federalberghi-Confcommercio Mantova Gianluca Bianchi - Se l’esempio di Ferrara poteva inizialmente sembrare il riferimento più adatto, per le caratteristiche similari che accomunano la città emiliana al capoluogo virgiliano, dopo un’attenta riflessione si è deciso che il modello cui guardare è Verona perché rappresenta la realtà turistica con cui gli operatori mantovani si interfacciano di continuo e da cui arrivano flussi apprezzabili di visitatori, anche se, ovviamente, il numero di presenze registrato a Verona è fortemente superiore a quello riscontrato a Mantova”. “La considerazione che ne segue – continua Bianchi - riguarda l’assoluta necessità di prevedere tariffe inferiori a quelle applicate nel capoluogo scaligero (hotel: da 0,50 a 3 euro; cav e affittacamere: da 1,50 a 2 euro; b&b: da 1 a 2,50) proponendo per Mantova due soli importi: 1 euro (per persona e per pernottamento) per tutte le strutture ricettive (hotel da 1 a 3 stelle, b&b, foresterie, cav ecc), cifra che sale a 1,50 euro per gli hotel a 4 e 5 stelle (questi ultimi peraltro assenti in città)”.

Il documento contiene altre questioni importanti per la categoria, come ad esempio il tema dell’esenzione dal pagamento dell’imposta di soggiorno per alcune categorie di visitatori, come portatori di handicap, malati, appartenenti alle forze armate ma anche per i membri dei gruppi organizzati, autisti, guide, accompagnatori turistici.

E’ necessario prevedere l’esenzione anche dopo un certo numero di notti, ovvero a partire dal sesto pernottamento anche non consecutivo per persona/per mese, per non penalizzare il turismo business cui spesso sono associati soggiorni prolungati” - aggiunge Teresa Bustaffa, presidente dell’Associazione B&B di Confcommercio.

Tra le altre richieste, la possibilità di prevedere che il versamento del gettito incassato al Comune sia di tipo semestrale, per “ridurre al massimo le operazioni e gli adempimenti in capo alle strutture, concentrandoli in due soluzioni l’anno”.

 

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