Mercatini e vendite benefiche, la Regione approva nuove regole per porre un freno alla miriade di iniziative estemporanee

Mercatini e vendite benefiche, la Regione approva nuove regole per porre un freno alla miriade di iniziative estemporanee

Un punto fermo al proliferare di mercatini e le vendite temporanee di enti non commerciali: è quello messo dal Consiglio Regionale lombardo, che oggi ha approvato il progetto di legge che modifica e integra il Testo unico delle leggi regionali in materia di commercio e fiere regolamentando l’attività dei cosiddetti “mercati occasionali”.

“Oggi è una giornata importante per i commercianti lombardi – sottolinea il Direttore di Confcommercio Mantova Nicola Dal Dosso -. Grazie anche all’impegno di Confcommercio Lombardia e alla determinazione della Regione che ha compreso l’entità del problema, è stato finalmente messo un freno alla crescita smodata di mercatini ammantati da finti eventi, che tanto danneggiano gli ambulanti che con regolarità operano nei mercati e anche i commercianti tradizionali. Soprattutto perché ormai non si tratta più di iniziative estemporanee, ma ripetute con grande frequenza ormai in ogni Comune. E auspichiamo che proprio le amministrazioni comunali diano reale applicazione a queste nuove norme”.

I punti chiave delle modifiche approvate oggi sono la calendarizzazione annuale, da parte dei Comuni, degli eventi fieristici locali secondo le modalità che verranno definite dalla Giunta Regionale; l’obbligo di coinvolgere le parti sociali nella stesura di questo calendario; la possibilità per i Comuni di autorizzare fiere al di fuori della programmazione annuale, sempre consultando prima le parti sociali, soltanto per quelle manifestazioni nelle quali lo spazio destinato alla vendita al dettaglio sia inferiore al 50% dello spazio complessivo utilizzato.

La legge disciplina anche le vendite temporanee di enti non commerciali, come le vendite a fini solidaristici di fiori, piante e altre categorie merceologiche.

“Senza voler in alcun modo intaccare la grande valenza di alcune storiche realtà che ricorrono a questa modalità di raccolta fondi con serietà e ragionevolezza – aggiunge Dal Dosso -, da anni assistiamo ovunque al proliferare, ormai ogni fine settimana, di gazebo e banchetti che offrono piante e fiori per sostenere le cause più svariate, e che con la loro collocazione ed eccessiva ripetitività finiscono per penalizzare il commercio tradizionale e i negozi di vicinato in particolare. Una misura che darà una boccata d’ossigeno ai fioristi, colpiti da un importante calo dei consumi”.

Con la nuova legge i Comuni dovranno predisporre un Piano comunale delle cessioni a fini solidaristici, con il quale saranno disciplinate le attività di raccolta fondi sulla scorta di apposite linee guida deliberate dalla Giunta Regionale; le iniziative temporanee di vendita dovranno avere un carattere occasionale e provvisorio; si dovrà favorire l’avvicendamento e la turnazione delle categorie merceologiche; andranno adottate distanze minime fra gli esercizi commerciali in sede fissa e le iniziative di raccolta fondi con la vendita di beni della stessa merceologia.